giovedì 23 maggio 2013

Ricordando Giovanni Falcone

Ero a casa di mio zio quel giorno, c'era il sole ed era caldo, anche nel mio bel paesino di montagna, quando maggio era maggio e la primavera inoltrata era primavera.
Ero in camera di mia cugina seduta sul letto, forse leggevamo un diario, forse aspettavo che si cambiasse... questo dettaglio non lo ricordo.
Ricordo perfettamente che la radio suonava Mare Mare di Luca Carboni... mare mare mare che profumo di arrivare lì da te, da te, sto accelerando e adesso ormai ti prendo mare mare mare...

Forse l'ascoltavano anche loro. 
Anche loro dovevano andare la mare a quanto pare, a Favignana, l'indomani.

Ad un certo punto la musica si interrompe e la radio dà la notizia. 
Avevo 15 anni, ma non credo che sapessi davvero chi era e cosa faceva quel signore di cui parlavano... anche se mi resi conto perfettamente dell'enormità di quel gesto.

Ricordo che mi precipitai di sotto in soggiorno per chiedere a mio padre.
Mio padre e mio zio sedevano sul divano con la TV accesa, avevano facce che si commentavano da sole...
Erano sconvolti,  non rispondevano alle nostre domande, così anche noi ci sedemmo e ci incollammo davanti al televisore.
Non ricordo cosa provai in quel momento, le mie curiosità vennero soddisfatte solo più tardi e nei giorni a seguire. Solo poi insomma seppi chi era Giovanni Falcone e cosa aveva fatto per far arrabbiare quei mostri che lo avevano ucciso in modo così plateale, così devastante.

Forse quel giorno capii che ci sono uomini che vivono e lottano per quello in cui credono senza preoccuparsi delle conseguenze, che pur sentendosi "morto che cammina" continuano a camminare, tenendo dritta la testa e la schiena nonostante tutto.

Oggi gli assassini sono in galera, sappiamo tutto, chi ha deciso la sua morte, quando, chi ha premuto il grilletto, chi faceva da spalla, tutto, tutto. E loro i mostri pagano per quello che hanno fatto.

Ma nonostante ciò io in un giorno così non riesco a sentirmi soddisfatta e sollevata. Non so voi, ma in questo caso sapere che il colpevole sta pagando non mi basta. Anche perché quanti altri colpevoli ci sono per quelle morti? Come si incrociano con la storia d'Italia e della sua situazione attuale? Questo ancora non lo sappiamo.
Grazie Giovanni Falcone per il messaggio di speranza e di eroismo che mi hai trasmesso e che spero di trasmettere anche io ai miei figli un giorno ricordandoti.

Pulire le piantine dei pomodori - Sfemminellatura

Oggi vi spiego come pulire le piantine dei pomodori man mano che le piante crescono e si infoltiscono.
Come vi ho detto la settimana scorsa, il mio orto sul balcone sta dando belle soddisfazioni: abbiamo assaggiato le prime fragole, anche piuttosto grandi e saporite, abbiamo fatto il pesto col nostro basilico già un paio di volte, mentre il prezzemolo lo abbiamo usato per condire le verdure grigliate e un paio di volte abbiamo anche assaggiato la nostra tenerissima insalatina..

Per quanto riguarda i pomodori mi sono accorta che il vaso era diventato una specie di selva, che le piantine ormai alte sui 30 cm e foltissime avevano bisogno quanto meno di un supporto verticale che le tenesse. 
Così ho chiamato nonno Mimmi che di orto si intende per farmi spiegare come gestire i numerosi rami e lui mi ha detto che dovevo legare solo i rami principali e liberarmi degli altri, insomma mi ha suggerito di pulire le piantine dei pomodori prima di legarle. Quello che mio padre mi ha spiegato è che bisogna eliminare i rami laterali grandi, ma che non hanno figli per evitare che rubino nutrimento alla pianta principale e che i pomodori non riescano ad avere il giusto sostentamento per crescere bene. 
Così io e Filippo ci siamo messi all'opera, prima abbiamo osservato e ci siamo resi conto che alcuni rami avevano già dei germogli, altri dei fiori, altri pur essendo molto grandi non avevano alcun figlio. E abbiamo iniziato a pulire le piantine dei pomodori togliendo con molta cura i rami "parassiti"
E via via... procedendo con la pulizia il risultato è stato questo:


I nostri pomodori sono ora liberi di germogliare...
In realtà mi sono accorta che continuando a crescere c'è da ripulire altri rami "parassiti".. che piano piano cerco di eliminare dando respiro alla pianta.
Ora ci vorrebbe solo un po' di sole, che manca da troppo tempo!!
E voi? Conoscevate questa attività che in gergo si chiama sfemminellatura?!

mercoledì 22 maggio 2013

Philips PerfectCare Expert: Stirare non è mai stato così bello!

Quando mi hanno contattato per testare il nuovo ferro da stiro Philips PerfectCare Expert, ho subito detto di si, senza neanche avere idea di che modello fosse. 
Dovete sapere che io faccio parte di quella risicata percentuale di donne che amano stirare. SI, ho detto proprio questo: io amo stirare, so che questa cosa sembra strana e ogni volta che lo dico ricevo commenti simpatici e qualche insulto, ma per me stirare è rilassante. Che ci posso fare? 

Scelgo qualcosa di bello da guardare in TV, metto su un vecchio film o seleziono un DVD che avrei sempre voluto vedere in santa pace e chiudo il mondo fuori dalla stanza. Voi mi direte perché non farlo seduta comodamente sul divano? La risposta è semplice, chi è mamma lo sa, nessuno ti consente di stare sul divanoa guardare un film alle cinque del pomeriggio o alle dieci di un sabato mattina.
Invece se stiri, riservi del tempo per te: affidi i bambini al papà che se li tiene senza storie in nome dell’onorevole lavoro che stai facendo in cambio e tu sei libera di goderti il tuo momento di relax.
Ecco questo è stirare per me.

L'idea di avere un giocattolino nuovo da testare, mi entusiasmava... non vedevo l'ora di riceverlo, ma mai avrei immaginato che fosse questo tipo di ferro da stiro: un ferro da stiro con caldaia semplicemente bellissimo!!! E che ferro!!
Volete sapere quali sono le caratteristiche che lo rendono meraviglioso?
Prima di tutto è bello! Ma proprio bello bello!!! Ha una caldaia che sembra un casco da moto e poi dei colori così ben assortiti… ! 
Ma veniamo alle cose serie: PerfectCare Expert è leggero e maneggevole, pratico da usare grazie al vano contenitore dell'acqua completamente estraibile il che significa che si può sostituire l’acqua in qualsiasi momento senza dover attendere i tempi biblici di apertura delle valvole di sicurezza delle vecchie caldaie.
Si può usare l’acqua del rubinetto in quanto c’è un meccanismo di controllo dell’accumulo di calcare: un indicatore avverte quando è il momento di procedere con la pulizia.
Può essere lasciato sulla tavola da stiro senza timore di bruciarla perché ha un meccanismo di controllo della temperatura della piastra e del vapore erogato tale da evitate bruciature e fastidiosi gocciolamenti.
Ma la caratteristica più rivoluzionaria è la Tecnologia Optimal Temp che consente di stirare senza bisogno di regolare la temperatura in base al tessuto, il che significa che si può passare dal cotone al lino, alla seta, al sintetico senza cambiare alcuna impostazione e senza timore di danneggiare alcun capo.
Stirare diventa ancora più rilassante, piacevole e veloce!!

Insomma PerfectCare Expert è bello, pratico, maneggevole, funziona alla perfezione...Che dire di più!?
Vi inviterei a provarlo.. ma non posso ospitarvi tutti… però le mie amiche si, le ho ospitate eccome e ho fatto provare loro la meraviglia di questo ferro, presto su raccontidicasa.it vedrete il reportage...

Questo post è stato sponsorizzato.

martedì 21 maggio 2013

La TV è o non è una tata?


La TV è o non è una tata? E' la domanda che si pone questo mese Donna Moderna invitando noi mamme a dire la nostra partecipando al Blog Tank.
Io dico la mia: la TV non è una tata. 
La TV può essere tante cose: un parcheggio momentaneo giusto il tempo di rispondere ad una telefonata, una salvezza per una mamma con i capelli dritti che non riesce neanche a far pipì in pace, può essere un momento di svago, di distrazione, può persino offrire l'occasione di imparare qualcosa, penso ad un documentario, ma anche ai meravigliosi DVD dei Baby Einstein per bambini piccolissimi in cui bellissime immagini di animali sono accompagnate da un sottofondo di musiche classiche rigorosamente selezionate e dai quali i bambini dall'anno in poi possono imparare i nomi e i versi degli animali.

La TV può essere tante cose, ma per favore NON chiamiamola tata.
Una tata, per come la intendo io è qualcuno che si prende cura dei bambini, che li stimola, li accompagna, li guida, interagisce con loro, segue i loro tempi e non ne impone di suoi.
In questo senso come potremmo mai definire la TV una tata?

Io non sono contraria all'uso della TV come parcheggio: io son spesso sola con i bambini e se Filippo è ormai bravissimo ad intrattenersi da sé, per Edoardo il discorso è diverso. Ci son momenti in cui è più nervoso o semplicemente più bisognoso di attenzioni e se non posso fare altrimenti lo parcheggio: lo siedo sul divano, accendo i suoi adorati animaletti Baby Einstein e lo lascio lì al massimo, se resiste, il tempo di un episodio di circa 20 minuti. 
Mi sento una madre snaturata per questo? A volte si, ma anche no! Infondo li trovo davvero educativi: anche grazie a loro Edo ha imparato a conoscere tantissimi animali, a ripetere il loro nome e a riprodurne il verso, e  poi ammetto che un po' di sana passività a volte si rivela essere un defaticante per lui.

A casa mia la TV è quasi sempre spenta tranne come dicevo i momenti di emergenza per Edoardo e, in generale, quando son sola a casa dopo cena i bimbi guardano uno di questi DVD in soggiorno , mentre io sistemo la cucina, per poi concederci qualche gioco tutti insieme prima del rituale della buonanotte.
Qualche volta assecondo le insistenze di Filippo e permetto loro di guardare un cartone animato su rai yo-yo ma preferisco comunque evitare anche i cosidetti canali tematici per bambini che sono comunque pieni di pubblicità che, ho dovuto constatare,  anche subita a piccole dosi, viene assorbita con enorme e spaventosa facilità.

Insomma la mia opinione è che TV non sia una tata e non possa esserlo, ma soprattutto che la TV non possa insegnare loro quanto possiamo insegnare noi con un bel libro o un racconto o semplicemente rispondendo ai loro perché.
Ci fa comodo? Si, allora usiamola, anche senza sensi di colpa, ma non chiamiamola tata.

lunedì 20 maggio 2013

L'Acquario di Genova con i bambini consigli pratici

Dopo avervi raccontato delle Cinque Terre, vi racconto della nostra visita all'Aquario di Genova. Come vi accennavo, su consiglio di Silvia di Trippando, abbiamo alloggiato vicino La Spezia e a Genova siamo andati in treno. Ci siamo alzati molto presto la mattina per prendere il treno delle 8.00: volevamo fare una giornata piena per avere un po' di tempo per vedere la città. In realtà la pioggia che abbiamo trovato aveva altri piani per noi, così il nostro soggiorno si è limitato alle attrazioni del Porto Antico.

Se volete andare all'Aquario di Genova, il consiglio più importante, che sembra banale ma non lo è, è quello di acquistare i biglietti online. L'ingresso è assediato da file interminabili a tutte le ore, con il biglietto online eviterete la fila e nonostante sul biglietto sia indicato un orario, esso non è assolutamente vincolante.

I bambini sono rimasti letteralmente estasiati alla vista di quei pescioni, anche Edoardo che temevo potesse annoiarsi, è rimasto rapito: batteva le mani, bussava sulle vetrate, salutava, saltellava.. era incontenibile, felice, eccitato.. E Filippo osservava attento intento a riconoscere i dettagli appresi dai libri..

 

lo squalo
il pesce sega
i fratellini che ridono come matti perché un pescione è appana passato accanto a loro..
E poi tanti, infiniti momenti in cui i bimbi osservano, rapiti i pesciolini nelle vasche, immaginando chissà cosa...


i temibili pirana
 le meduse di Nemo.. che "ricordati di saltare sulle cupole che non pizzicano"


 la più affascinante di tutti... elegante e sinuosa che la guarderesti per ore senza stancarti mai!

Noi ce la siamo presa comodissima e la nostra visita è durata un paio d'ore, ma si può fare in molto meno. 
Causa pioggia noi abbiamo pranzato nella tavola calda nel centro commerciale adiacente ma per carità non andateci per nessun motivo cibo di pessima qualità a prezzi elevatissimi.Il dopo pranzo l'abbiamo passato alla Città dei Bambini, un piccolo paradiso a misura di bambino, dove si possono sperimentare giochi sensoriali di vario tipo e imparare tantissimo: una ambiente completamente a misura di bambino, diviso per fasce di età e per attività, dove il gioco è un pretesto per imparare!
E dopo aver dedicato la giornata ai bambini ci siamo concessi un bellissimo aperitivo da EATALY 
e lì, rilassata e tranquilla dopo aver degustato buonissimo pesto e sorseggiato vino... ho lasciato il mio iphoneVoglio esprimere qui tutta la mia gratitudine per l'onesta e la correttezza dei ragazzi che hanno recuperato il mio telefono dal bancone, l'hanno messo in salvo e l'hanno riconsegnato nelle mani del mio collega tre giorni dopo con 60 euro che c'erano dentro. 
GRAZIE DAVVERO, perché l'onestà non è di moda e non è affatto scontata!

E anche se non c'entra nulla, voglio mandare un abbraccio alle famiglie delle vittime della tragedia del porto... perché mi sento vicina a loro anche se son stata lì un giorno solo! 

sabato 18 maggio 2013

Il meglio della settimana #20

Il meglio della settimana passata secondo me: quello che ho letto in rete e che mi ha emozionato.. Mettetevi comodi e Buona Lettura!

Questa è stata la settimana della Staffetta di blog in blog, il tema era Pulizie di Primavera.
Hanno partecipato 45 blog, i post che mi son piaciuti di più a vario titolo.. non me ne vogliano gli altri:
Spero che questa mia selezione del meglio della settimana letto in rete vi sia piaciuto, ringrazio Laura per averla ideata e vi aspetto la prossima settimana!