giovedì 21 ottobre 2010

L’Europa vota la famiglia

Per i papà: Due settimane a casa con il figlio neonato, senza dover chiedere permessi speciali e con lo stipendio intonso.
Non so da voi, ma mio marito ha vissuto malissimo il dover rientrare al lavoro dopo soli 3 giorni dalla nascita di Filippo, che poi 3 giorni equivale a dire, il giorno dopo il nostro rientro a casa dall'ospedale. Una novità giustissima. Sacrosanta. Finalmente!
Le donne, invece, potranno usufruire di almeno venti settimane a retribuzione invariata, soglia inferiore rispetto ai cinque mesi garantiti nel nostro Paese, ma più alta rispetto a molti altri.
Nel testo approvato anche un’ovvietà. E’ proibito il licenziamento delle donne dall’inizio della gravidanza fino a almeno il sesto mese dopo la fine del congedo di maternità. Allo stesso modo si afferma che le lavoratrici debbano poter tornare al loro impiego precedente, o a un posto equivalente, con la stessa retribuzione, categoria professionale e responsabilità che avevano prima del lieto evento. Sembra una banalità, eppure la cronaca rivela che non sempre avviene così. 
da La Stampa, 21/10/2010
Esultiamo per queste nuove concessioni ben lontane dal garantire la conciliazione lavoro-figli, ma grazie lo stesso!

2 commenti:

  1. Esulto con te.....io che ne ho subita una bella bella....licenziata dopo il terremoto perché incinta di 2 gemelli!
    Evviva evviva evviva!!!

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  2. Una vergogna! Ma non credo che questa legge ti avrebbe salvata: nel tuo caso si è trattato di mancato rinnovo, o sbaglio?

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