Finalmente abbiamo deciso.
Valutato.
Rivalutato.
Pensato.
Ripensato.
e alla fine abbiamo scelto la scuola dell'Infanzia per Filippo.
Ambiente giovane.
Corsi integrativi di animazione teatrale, inglese, ginnastica, musica,
Giardino che sembra un parco giochi
Relativamente il più vicino a casa
Unico neo, che però pare un denominatore comune nelle scuole dell'Infanzia della zona Eur: le classi della scuola dell'infanzia sono al piano seminterrato. Non chiedetemi perché, ma è così. Ho dovuto accettarlo.
Forse perché le scuole sono in realtà tutte ville e la scelta è sempre piano terra adibito al nido e il piano di sotto ai più grandicelli...
Sono sicura che si troverà bene.
Inizia il 29/08... sembra lontanissimo, ma forse non lo è poi così tanto!
Mi son tolta un pensiero enorme.
Per ora.
venerdì 29 aprile 2011
I no che aiutano a crescere e Bolle di Rabbia - I Venerdì del Libro
Chi di noi non vorrebbe dire sempre si ai propri figli? Alzi la mano chi vorrebbe avere le risorse fisiche, economiche per soddifare ogni loro richiesta.
Eppure care mamme, la verità è che se vogliamo fare il bene dei nostri figli dobbiamo imparare a dire NO.
NO chiaro e deciso quando serve.
NO con un'intonazione e un linguaggio del corpo coerenti
NO quando la richiesta lede i nostri confini personali, le nostre idee o i valori in cui crediamo
NO quando la richiesta non è legittima avendo il coraggio di spiegare ai nostri bambini perché non lo è
NO quando la richiesta non è un reale bisogno
E' impossibile viziare i figli dando loro "troppo" di ciò di cui hanno davvero bisogno.
I bambini viziati sono quelli che non riescono ad accettare un no, quelli convinti che i loro desideri immediati possano essere esauditi sempre e all'istante. Ma così diventano solo quelli che ricevono troppo delle cose sbagliate e soprattutto per i motivi sbagliati.
i NO per amare
Comunicare in modo chiaro ed efficace
per crescere figli forti e sicuri di sè
Si, amiche mamme, io ho imparato a dire NO a mio figlio quando chiede qualcosa che secondo me non è opportuno che riceva.
NO quando non è il momento
NO quando per principio sono contraria alla cosa richiesta
NO quando il suo comportamento non è coerente con i miei insegnamenti
NO quando è NO
Pochi NO, come poche sono le regole, ma FERMI E DECISI.
E se proprio non siete capaci di dire NO, allora evitate di mettervi nei guai, evitate tutte le situazioni difficili da gestire, come dire che I CAPRICCI E' MEGLIO PREVENIRLI CHE CURARLI! Vi consiglio questo libretto BOLLE DI RABBIA di Margret NuBbaum:
"Durante i primi due anni di vita il bambino è sempre un vero tesoro. Poi diviene un enigma. Spesso si adira e, se qualcosa non si realizza secondo i suoi desideri, si butta per terra, urla, va fuori di sé. Eppure questo comportamento è un segnale positivo. Ostinarsi è parte integrante della prima infanzia, come imparare a camminare e a parlare. Mostra che il bambino sta scoprendo il proprio io. Gli attacchi d’ira lo aiutano a superare la frustrazione. In questi casi provare a convincerlo con le buone non serve, né si ottengono migliori risultati sgridandolo. Allora che si può fare? Molte cose possibili, come dimostra questo pratico volume, nel quale sono contenuti molti preziosi suggerimenti per superare con serenità i momenti più difficili. Sforzarsi di capire, porre dei chiari limiti, stabilire dei patti aiuta i bambini a maturare la consapevolezza delle esigenze degli altri e, quindi, la disponibilità a condividere positivi compromessi. Il bambino deve quindi sapere che cosa gli adulti si attendono da lui. Solo così potrà man mano orientarsi nel suo mondo, che, durante la fase dell’ostinazione, troppo spesso è sottosopra. "
Questo post partecipa al Venerdì del Libro di HomeMadeMama
Tutti i nostri venerdì del libro.
giovedì 28 aprile 2011
"La mia prima festa della mamma" di Irene
Ospitiamo il post di Irene che partecipa al giveaway di MammaMoglieDonna:
Alessandro ha 4 mesi e mezzo. È nato un freddo giorno di dicembre, anche se io in realtà ero chiusa nel caldo stordimento della maternità e non è che mi accorgessi molto di quello che c’era fuori, perché ero concentrata su quello che mi stava succedendo.
Per me non è andata come tante mamme raccontano. Non è stato amore a prima vista, il classico colpo di fulmine. Certo, era bellissimo ed ero affascinata da quel piccolo essere che mi aveva invaso la vita, trasformandola in una giravolta impazzita, che aveva colonizzato il mio corpo per nove mesi e lasciato su di esso segni indelebili (e il bello era appena cominciato!). Quel piccolo miracolo della natura, che io e mio marito abbiamo creato insieme e che era metà me e metà lui (e qualcosa in più) e si era piazzato esattamente in mezzo a noi. Quella piccola sirena che comunicava esclusivamente piangendo, che spesso aveva mal di pancia e ce lo diceva, forte e chiaro, e che rendeva impossibile sapere cosa sarebbe successo della mia vita di lì a un’ora. Figuriamoci pensare a mangiare o dormire. Quel piccolo e indifeso bambino che si è ammalato a un mese e il mio cuore si è spezzato, così come la mia percezione di poter essere una brava mamma. Insomma, i primi due mesi mi ero completamente persa, troppo presa a cercare me stessa e la mia identità per aggiungerci la nuova etichetta di mamma.
Poi una mattina mi sono svegliata: era una bella giornata di febbraio e il sole faceva capolino da dietro la tenda. E mi sono accorta che non vedevo l’ora che Alessandro si svegliasse. Avevo voglia di prenderlo in braccio, affondare il naso nel suo collo liscio, morbido e inspirare forte il suo odore di neonato. Avevo voglia di occuparmi di lui, di prendermi cura di lui e ho pensato per la prima volta che non era quello che DOVEVO fare, ma era quello che VOLEVO fare. Non era più un fardello che la società, il mio senso del dovere, la mia famiglia si aspettava da me, era una cosa che avevo voglia di fare, davvero. Credo che da quel momento ho cominciato, lentamente e inesorabilmente, a innamorarmi di mio figlio. Una storia d’amore bellissima, che inspiegabilmente non mi ha allontanato da mio marito, ma ha moltiplicato l’amore che si respira in casa. Ha intensificato gli sguardi che ci rivolgiamo. È bello sentire che anche Alessandro si nutre del forte amore che ci lega e che lo ha creato. È un cerchio che si è allargato e dove tutti trovano il loro posto, si accomodano e stanno bene. È un essere completa che appaga, fa stare bene. Come tutte le storie d’amore mi accorgo di essere nel primo periodo dove c’è un’overdose di benessere e sto bene, così bene che non vorrei mai lasciare il mio bimbo. Me lo trascino dietro dovunque e devo richiamare la mia parte razionale e il mio buon senso per tenermi a bada e pensare anche al futuro, perché, ne sono dolorosamente consapevole, non potrà essere per sempre così. È giusto che il mio bimbo cresca. Piano piano si renderà autonomo da me. Dovrò tornare a lavorare. Ma in questi giorni annego nella beatitudine della nostra vita insieme, che ci vede praticamente inseparabili e al dopo ci penserò…dopo!! Il mio essere mamma si costruisce giorno dopo giorno: vedere le sue piccole, bellissime conquiste mi fa sorridere e provare emozioni che non avrei mai immaginato di poter raggiungere, guardarlo e ricambiare il suo sorriso mi fa volare su una nuvola e quello che sarà domani non lo so, ma so che Alessandro ha ingrandito il mio cuore, la mia capacità di amare, arricchendola con un nuovo sentimento sconosciuto, puro, che mi guiderà nella nostra vita insieme.
Irene
"io AMO la normalità di ogni giorno che vivo accanto a lei" di Maria
Oggi ospitiamo il post di zia Maria che partecipa al giveaway di MammaMoglieDonna pur non avendo un blog:
Mammaaaaaaaaaaaaaaaaaa Mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”
nel bel mezzo della notte lei mi chiama così!!!!!!
Io: Mamy dimmi amore che hai?
Lei: acqua mamy
Io: tirati su dai che mamma ti fa bere…..
Lei: grazie mamma…….
……si torna a dormire……..
Forse per chi legge questo piccolo dialogo sorriderà pensando cosa c’è di strano?……nulla!!!!
La nostra stranezza sta proprio nella normalità…..io AMO la normalità di ogni giorno che vivo accanto a lei; giochiamo con poco, ci basta un foglio e una penna e il mondo è nostro!!!!
Una “maca” (lumaca) e il divertimento è assicurato!!!
Una “ACCUACCU” ( farfalla) e il suo mondo incomincia a colorarsi come un arcobaleno ….
Quando insieme ci sediamo a terra e soffiamo sulle nostre girandole colorate e lei: “mammaaaaaaaa guaaaaddaaaaaaaaa giraaaaaa!!!” …… LA VEDO è FELICE E SERENA .........
Questo è il mio essere mamma…… non le faccio fare mai cose eccezionali …..le sto insegnando che tutto è eccezionale ..… ogni secondo della sua vita lo è, e ogni cosa che la circonda può essere eccezionale!!!
Lei, la mia ragione di vita che mi fa non pensare a quante rinunce sto facendo ………
lei che mi da il sorriso nei miei momenti più duri …………
lei che mi ha cambiato la vita, che mi ha scombussolato tuttoooooo
per LEI LA MIA VITA
ED E’ A LEI CHE DEVO DIRE GRAZIE PER AVERMI FATTO DIVENTARE MAMMMMMMAAAAAAAAAAAAAA
Mamma MaryGi
martedì 26 aprile 2011
Una settimana di tempo per diventare followers e vincere...

... PENSA CHE RIDERE!!!
Il libricino ve lo avevo raccontato qui.
Mi ero ripromessa di regalarlo alla 100-esima lettrice (anche se a vostra insaputa), ma la vincitrice preferisce che il libro venga rimesso in palio, quindi avete una settimana di tempo per diventare followers e tentare di aggiudicarvelo!
Martedì 3 maggio alle 13.00 il vincitore sarà estratto tra tutti i miei followers!
Una settimana per noi... ma che nostalgia!
Ma com'è che siamo così completamente schiavi della nostra schiavitù di genitori?!!?
Una dicotomia che ci fa desiderare di poter stare in pace a godersi un film, un libro, 10 minuti di relax o semplicemente una spesa in tranquillità, ma che ti fa svegliare la mattina pensando "uff... mi manca, chissà che sta facendo" e l'hai lasciato solo ieri sera.
Mi mancano i suoi occhioni, il suo odore, la sua pelle morbida, la sua boccuccia a cuoricino quando si avvicina per darmi un bacino.
Da oggi a venerdì Filippo è rimasto dai nonni a godersi la vita bucolica e noi proviamo a goderci la vita di città...
Una dicotomia che ci fa desiderare di poter stare in pace a godersi un film, un libro, 10 minuti di relax o semplicemente una spesa in tranquillità, ma che ti fa svegliare la mattina pensando "uff... mi manca, chissà che sta facendo" e l'hai lasciato solo ieri sera.
Mi mancano i suoi occhioni, il suo odore, la sua pelle morbida, la sua boccuccia a cuoricino quando si avvicina per darmi un bacino.
Da oggi a venerdì Filippo è rimasto dai nonni a godersi la vita bucolica e noi proviamo a goderci la vita di città...
venerdì 22 aprile 2011
Per quelle che possono... e non è detto che io no....
Oggi nessun venerdì del libro, ma libri da vivere... magari per Pasquetta...
Ancora BUONA PASQUA a tutti!!
giovedì 21 aprile 2011
Il Natale di Roma
Il 21 aprile è considerato il giorno della fondazione della città di Roma da parte di Romolo nel 754 a.C, che diede il nome alla città. La leggenda è narrata dallo scrittore Marco Terenzio Varrone (116 a. C.) e la data del 21 aprile da lui riportata si deve ai calcoli astrologici del'amico Lucio Taruzio. Ma della fondazione di Roma ne parlano anche altri scrittori come Tito Livio.
E secondo la leggenda Romolo e il fratello Remo, figli di Marte e di Rea Silvia, erano discendenti di Enea, scappato da Troia.
E secondo la leggenda Romolo e il fratello Remo, figli di Marte e di Rea Silvia, erano discendenti di Enea, scappato da Troia.
BUON COMPLEANNO ROMA!!
Etichette:
Roma
Un salutino veloce
Poche righe per ricordarvi che il Giveaway di MammaMoglieDonna scade l'8 maggio, non manca poi molto...
Lo so che non è uno di quelli facili, so che scrivere un post sull'essere mamma significa in qualche modo mettersi in discussione, fare un'analisi dei nostri punti di forza e di quelli di debolezza, ma so anche quando questo possa aiutare ad individuare aree di miglioramento (oddio, sembra un CV, ma infondo un po' lo è, no?).
E soprattutto so quanto leggere i vostri racconti, le vostre confessioni, ci sta aiutando a conoscervi meglio.
Si perché questi post vi descrivono per quelle che siete veramente e se per la maggior parte di voi ho avuto (parlo per me) delle conferme, qualcun'altra è stata una vera sorpresa, perché non la conoscevo sotto certi aspetti o perché si è confessata come non aveva mai fatto prima.
Quindi un GRAZIE IMMENSO A TUTTE QUELLE CHE HANNO PARTECIPATO e per quelle che non ancora non l'hanno fatto, spero possiate trovare il coraggio di farlo... Aprite una finestra sul vostro cuore a noi che vi leggiamo ma che non vi conosciamo mai abbastanza.
Concludo augurando BUON PASQUA a voi e ai vostri cuccioli e alle vostre famiglie!
A presto...
Lo so che non è uno di quelli facili, so che scrivere un post sull'essere mamma significa in qualche modo mettersi in discussione, fare un'analisi dei nostri punti di forza e di quelli di debolezza, ma so anche quando questo possa aiutare ad individuare aree di miglioramento (oddio, sembra un CV, ma infondo un po' lo è, no?).
E soprattutto so quanto leggere i vostri racconti, le vostre confessioni, ci sta aiutando a conoscervi meglio.
Si perché questi post vi descrivono per quelle che siete veramente e se per la maggior parte di voi ho avuto (parlo per me) delle conferme, qualcun'altra è stata una vera sorpresa, perché non la conoscevo sotto certi aspetti o perché si è confessata come non aveva mai fatto prima.
Quindi un GRAZIE IMMENSO A TUTTE QUELLE CHE HANNO PARTECIPATO e per quelle che non ancora non l'hanno fatto, spero possiate trovare il coraggio di farlo... Aprite una finestra sul vostro cuore a noi che vi leggiamo ma che non vi conosciamo mai abbastanza.
Concludo augurando BUON PASQUA a voi e ai vostri cuccioli e alle vostre famiglie!
A presto...
mercoledì 20 aprile 2011
Pipì a letto
Dopo mesi di notti serene senza incidenti, da qualche giorno Filippo ha preso a fare la pipì a letto.
La mattina presto, 6.30-7.00, si sveglia e mi dice "mamma mi cambi? mi sono bagnato!"
Non so cosa possa essere successo perché, come vi ho raccontato qui, è stato lui a scegliere di togliere il pannolino di notte, ed è stato bravissimo a controllarsi da subito: gli episodi di pipì a letto in quasi quattro mesi si contano sulle dita di una sola mano, quindi non capisco come mai all'improvviso questa sistematicità.
Come mai non riesce a controllarsi?
E' un fatto fisico o psicologico?
Come posso aiutarlo?
martedì 19 aprile 2011
Sono innamorata...
si, lo so che forse traspare dalle pagine, dai racconti, ma una volta voglio dirlo: sono innamorata di mio figlio!
Lo adoro! Adoro il suo modo di ragionare.
Adoro il modo in cui mi mette a parte dei suoi pensieri.
Adoro i suoi pensieri, così complicati, così elaborati.
Lo adoro quando visitiamo un asilo e lui chiede il permesso alla direttrice per giocare con un gioco o quando le chiede una penna perché lui vuole colorare.
Lo adoro quando piange perché vuole giocare in giardino, ma non si può c'è la regola. E dopo un po' che glielo spiego lui lo capisce. E anche io capisco lui.
Lo adoro quando mi sente al telefono con mia madre che le rispondo di si alla domanda "Filippo ha mangiato?" e lui interviene dicendo "mamma, però il cous cous che hai fatto non mi piaceva"
Lo adoro quando mi racconta che ieri lui era diventato il principe di Marika e lei era la sua principessa e poi hanno dormito vicini.
Lo adoro quando viene in soggiorno e mi dice "mamma mi manca quella principessa Marika"
Lo adoro quando mi dice che è stanco e vuole andare a letto anche se è buio perché è andata via la corrente.
Lo adoro quando sorride, quando mi guarda, quando mi dice "mamma, voglio stare con te perché ti amo"
Lo adoro il mio piccolo ometto.
Lo adoro! Adoro il suo modo di ragionare.
Adoro il modo in cui mi mette a parte dei suoi pensieri.
Adoro i suoi pensieri, così complicati, così elaborati.
Lo adoro quando visitiamo un asilo e lui chiede il permesso alla direttrice per giocare con un gioco o quando le chiede una penna perché lui vuole colorare.
Lo adoro quando piange perché vuole giocare in giardino, ma non si può c'è la regola. E dopo un po' che glielo spiego lui lo capisce. E anche io capisco lui.
Lo adoro quando mi sente al telefono con mia madre che le rispondo di si alla domanda "Filippo ha mangiato?" e lui interviene dicendo "mamma, però il cous cous che hai fatto non mi piaceva"
Lo adoro quando mi racconta che ieri lui era diventato il principe di Marika e lei era la sua principessa e poi hanno dormito vicini.
Lo adoro quando viene in soggiorno e mi dice "mamma mi manca quella principessa Marika"
Lo adoro quando mi dice che è stanco e vuole andare a letto anche se è buio perché è andata via la corrente.
Lo adoro quando sorride, quando mi guarda, quando mi dice "mamma, voglio stare con te perché ti amo"
Lo adoro il mio piccolo ometto.
lunedì 18 aprile 2011
Il compleanno del Papi
Il compleanno del papi è iniziato in modo speciale e proseguito in modo altrettanto speciale grazie all'ospitalità e alla disponibilità di Federicasole. Abbiamo alloggiato nella casa per ferie che gestisce insieme a suo fratello Riccardo. Due persone carinissime, molto gentili, pronte a dare tutti i suggerimenti del caso, dagli itinerari ai posti in cui mangiare, ci siamo affidati a loro ed è stato un bene.
Fede è una ragazza dolcissima e ha una bimba bellissima. Mio figlio si è innamorato di Eleonora, la nipotina di Federica una bellissima bambina bionda con gli occhi azzurri che ha conosciuto al nostro arrivo. Dovevate vedere che smielatino quando la mattina dopo si è svegliato chiedendo di lei "mamma, posso andare a svegliare quella bimba che mi chiamava LOLIPPO?" e come ci è rimasto male a sentire che era di nuovo passata quando noi eravamo fuori. Questi giovanetti....
Il week-end, dal punto di vista metereologico, inizia male, Siena ci accoglie con la pioggia, ma col sorriso di una cara vecchia amica, dolce e delicata come la ricordavo, che ci guida per le viette della città fino alla piazza del campo, raccontando ad un entusiata Filippo del Palio e dei cavalli... (non ha parlato d'altro per ore e ore!) e indirizzadoci verso un localino molto carino dove abbiamo fatto un'ottima cenetta non esattamente vegetariana.
L'indomani nell'incertezza del tempo, siamo partiti alla volta di Arezzo per visitare la mostra dei Dinosauri della Patagonia. Temevo che Filippo potesse spaventarsi e invece si è aggirato spavaldo per la mostra ora urlando "mamma, guadda, quello grande..." "i denti, mamma..." o ancora "bimbi guaddate..." all'indirizzo di un gruppo di studentelli accompagnati dalla guida.
Bella esperienza per tutti e tre. Ovviamente ci siamo portati a casa degli esemplari, eccoli a piazza del Campo...
Di ritorno da Arezzo abbiamo visitato la regione del Chianti, le meravigiose colline, i bellissimi paesini come Gaiole in Chianti, i castelli di Meleto e Brolio con relarive cantine, degustazioni e wine shopping! Un pomeriggio magico, ve lo raccontano queste immagini...
A conclusione del pomeriggio visita alla minuscola e magica Monteriggioni.
Che aggiungere?
E' stato molto bello starsene di nuovo tutti e tre insieme dalla mattina alla sera, siamo stati bene. Ci siamo riposati, divertiti, stancati, abbiamo mangiato e bevuto come da aspettative. Il piccoletto in vacanza è stato più frenetico del solito, ma anche questo era prevedibile!
Mi godo le immagini con voi e riassaporo le emozioni di questi giorni.
mercoledì 13 aprile 2011
Domani
Domani è il compleanno del papi.
Ce ne andiamo fuori per qualche giorno, in una terra che amo: amo i colori, i sapori, il cibo e i vini...
Vi racconto tutto al ritorno...
Per ora vi dico solo che con la complicità di un'amica sto organizzando una piccola sorpresa per il papi al nostro arrivo in albergo.
E che per cena, con la complicità di un'altra amica ho prenotato un carinissimo ristorante in pieno centro, mooolto invitante!
E poi, per incuriosirvi ulteriormente aggiungo che domani conoscerò una mamma blogger che seguo sempre con affetto, con la quale ci troviamo su tantissime cose, che è un'amica...
A lunedì per il reportage completo!!!
Non ammesso - parte seconda
Ieri altre due strutture: un seminterrato in cui le maestre sono giovani e carine, 10 bambini a maestra, ma gli spazi non sono molto adeguati e in più merenda da casa e catering per mangiare.
L'altra un ampio e luminoso appartamento, 5 bambini a maestra,ma non mi ha convinto la presentazione delle attività che sembrava più che altro uno scimiottare la scuola di cui vi avevo parlato ieri, il balcone su cui giocano i bambini era pieno di terra e il refettorio non brillava di pulizia.
Ho parlato con un'amica e credo che deciderò di mandarlo dalle suore.
La struttura è meravigliosa e la mia amica è contentissima di come sta venendo su sua figlia. Io però... l'ho sempre vista come una bimba troppo seria, ma forse è una questione di carattere e non di suore. Devo ancora passare da loro, ma nell'attesa, voi che ne pensate?
L'altra un ampio e luminoso appartamento, 5 bambini a maestra,ma non mi ha convinto la presentazione delle attività che sembrava più che altro uno scimiottare la scuola di cui vi avevo parlato ieri, il balcone su cui giocano i bambini era pieno di terra e il refettorio non brillava di pulizia.
Ho parlato con un'amica e credo che deciderò di mandarlo dalle suore.
La struttura è meravigliosa e la mia amica è contentissima di come sta venendo su sua figlia. Io però... l'ho sempre vista come una bimba troppo seria, ma forse è una questione di carattere e non di suore. Devo ancora passare da loro, ma nell'attesa, voi che ne pensate?
martedì 12 aprile 2011
spiaccicarsi la cremina protettiva sugli occhi è fondamentale con questo sole!
"Mamma, io mi sono spiaccicata la cremina sugli occhi per non farmeli bruciacchiare"
"quale cremina?"
"quella col bimbo, per non farmi bruciacchiare"
"quella per il sole? ok. ma ti ha aiutato nonno?"
"no, l'ho messa da solo"
"e nonno ha controllato che sei pulito?"
"si, non c'è più spiaccicata, sono pulito"
"nonno ti sta preparando il pranzo?"
"si, mi sta preparando i robiolini"
"i robiolini? i raviolini?"
"si, i raviolini."
"mamma, quando vieni?"
"dopo pranzo, tu mangia con nonno che poi io arrivo"
"si." "nonno, io ho fame!" (sarà la fame o la nostalgia di mamma?)
Il tutto poco fa al telefono. E chissà quante altre sorprese mi aspettano a casa!
"quale cremina?"
"quella col bimbo, per non farmi bruciacchiare"
"quella per il sole? ok. ma ti ha aiutato nonno?"
"no, l'ho messa da solo"
"e nonno ha controllato che sei pulito?"
"si, non c'è più spiaccicata, sono pulito"
"nonno ti sta preparando il pranzo?"
"si, mi sta preparando i robiolini"
"i robiolini? i raviolini?"
"si, i raviolini."
"mamma, quando vieni?"
"dopo pranzo, tu mangia con nonno che poi io arrivo"
"si." "nonno, io ho fame!" (sarà la fame o la nostalgia di mamma?)
Il tutto poco fa al telefono. E chissà quante altre sorprese mi aspettano a casa!
Non ammesso
Ieri sono uscite le graduatorie per la Scuola dell'Infanzia.
Alla voce FILIPPO c'è una scritta grande che dice NON AMMESSO.
Non posso dire che me lo aspettavo, ma quasi. Quello che non mi aspettavo è che sia nella struttura comunale che in quella statale in cui ho fatto domanda, ci sono una cinquantina di bambini davanti a lui. Carenze strutturali? Direi buchi neri!!!
Comunque, mi rimbocco le maniche e decido di vedere le scuole private.
La prima: un nido bellissimo, organizzatissimo e pienamente funzionante ospita nei sotterranei, anche umidi, uno spazio gioco anche se con la pretesa di dare ai bambini i fondamenti di una vera scuola materna. Peccato che c'è una sola insegnante, quest'anno con 17 bambini. E per quanto lei possa essere brava, davvero riesce a lavorare con un gruppetto di loro mentre gli altri giocano. E se si ammala? Ho dimenticato di chiederlo. Forse perché andavo di fretta, volevo uscire da quello scantinato e rivedere il sole. Retta 180 euro/mese.
La seconda: anche qui uno spazio gioco ricavato sotto la parrocchia. Qui trovo tre giovani ragazze che distribuiscono caramelle (sarà la merenda?) a qualche bambina in attesa dei genitori. Non ho potuto vedere la struttura, mi hanno rimandato ad oggi. Retta 150 o 180/euro al mese.
La terza: una villa immersa in un parco bellissimo. Anche qui il nido è al piano di sopra, la scuola dell'infanzia al piano di seminterrato (ma mi viene un dubbio, sarà che crescendo i nostri figli non hanno più bisogno di luce?!).
Il giardino ha uno spazio giochi che non ho mai visto in nessun parco giochi di Roma! E dall'altra parte del vialetto papere galline e un asinello passeggiano tranquilli (dove dormono non l'ho capito, ma è tutto molto carino). Nel giardino ci sono 10 bambini e 7 educatrici! Questa volta ci accoglie una direttrice e ci racconta che nel suo asilo (dove in attesa delle riconferme al momento non ci sono posti) si fanno corsi di musica con saggio finale, corsi di teatro con recita finale a teatro e corsi di inglese con insegnante madrelingua e in più insegnanti qualificati, psicologo e pediatra. Il tutto alla modica cifra di 385 euro/mese.
Voi che dite?
lunedì 11 aprile 2011
Grosse novità... Ognuno dorme nel proprio letto!
Dopo lo spannolinamento notturno e la bicicletta... una nuova grande conquista: io dormo da solo!
Vi avevo accennato che qualche volta ho visto la Tata in compagnia di Filippo e di come questi gli aveva dato dei pensieri a proposito delle regole. La scorsa settimana il pensiero fisso è stato la regola "ognuno dorme nel proprio letto". Vi avevo anche raccontato come dormiamo e come ci siamo arrivati, qui. Rispetto a quel racconto devo dire che nel tempo le occasioni in cui scavalcava per venire nel nostro letto sono diventate prossime allo zero. Diciamo che c'era un equilibrio perfetto: ci addormentavamo leggendo un bel libro e poi dicendoci buonanotte per metterci entrambi a letto o solo lui con la lucina a tenergli compagnia.
Vi avevo accennato che qualche volta ho visto la Tata in compagnia di Filippo e di come questi gli aveva dato dei pensieri a proposito delle regole. La scorsa settimana il pensiero fisso è stato la regola "ognuno dorme nel proprio letto". Vi avevo anche raccontato come dormiamo e come ci siamo arrivati, qui. Rispetto a quel racconto devo dire che nel tempo le occasioni in cui scavalcava per venire nel nostro letto sono diventate prossime allo zero. Diciamo che c'era un equilibrio perfetto: ci addormentavamo leggendo un bel libro e poi dicendoci buonanotte per metterci entrambi a letto o solo lui con la lucina a tenergli compagnia.
La scorsa settimana ha iniziato a chiedere della regola del "ognuno dorme nel suo letto" e io gli ho spiegato che secondo la tata i bimbi devono dormire nel loro letto come lui già faceva, ma nella loro cameretta con i loro amici (peluche e giochi). Lui ci ha riflettuto e ha iniziato a chiedere di essere trasferito nella sua cameretta.
Se me lo avessero detto, non ci avrei mai creduto! MAI! Pensavo che sarebbe stato difficile, che avrei dovuto quanto meno comprargli un letto nuovo, arredargliela per addolcire la pillola e invece, ero io a non essere pronta!
Per me è stata dura addormentarmi senza quell'angioletto accanto... Mi pare di aver perso qualcosa.
E invece lui dorme beato nella sua cameretta. Leggiamo un libro, lasciamo accesa la lucina a tenergli compagnia e ci diciamo buonanotte.
Ovviamente ha preteso una regola ad hoc da attaccare lui stesso in cameretta. Ecco la regola Ognuno dorme nel proprio letto!
Le altre regole a casa nostra, qui.
sabato 9 aprile 2011
100 followers: grazie a tutte!!
Grazie a tutte voi che mi seguite, non immaginavo di dire cose interessanti per così tante persone, davvero. Non lo dico per falsa modestia. Ho aperto il blog per confrontarmi con un mondo di mamme e ogni giorno siete tante e mi date da pensare, da riflettere. Grazie davvero di esserci a tutte!
Non lo avevo detto per "scaramanzia" e anche per correttezza, ma avevo in mente di fare un bel regalo alla 100-esima iscritta e pare sia Cì, quindi se mi mandi il tuo indirizzo via mail, ti mando un regalino.
GRAZIE A TUTTE!!!
Non lo avevo detto per "scaramanzia" e anche per correttezza, ma avevo in mente di fare un bel regalo alla 100-esima iscritta e pare sia Cì, quindi se mi mandi il tuo indirizzo via mail, ti mando un regalino.
GRAZIE A TUTTE!!!
venerdì 8 aprile 2011
Il bambino è competente - Venerdì del Libro
Il bambino nasce "competente" e dispone già di nozioni, valori e criteri di valutazione che orientano concretamente la sua esperienza. Comunemente, invece, ci si comporta con lui come se fosse una specie di tabula rasa su cui i genitori devono imprimere le conoscenze necessarie per un regolare sviluppo umano e sociale. Questo modello nega la sua personalità e induce un deleterio stato di insicurezza.
Questo libro è il libro che maggiormente mi ha formato come mamma, mi ha fatto riflettere, ha toccato corde molto delicate, come figlia, e come mamma.
Un libro che consiglio a tutte le mamme.
Esempi molto concreti ci mostrano come i nostri bambini in ogni situazione siano animati da una grande volontà di collaborazione. Solo che noi spesso non la capiamo. Così come a volte non capiamo le loro richieste. L'esempio più calzante è quello di una mamma distratta al parco, il figlio la chiama solo per farsi vedere, per ricordarle che esiste e lei distrattamente "che bravo che sei!". Parole vuote e inappropriate che non rispondono al bisogno del bambino.
L'autore insiste molto su concetti come collaborazione, integrità, autostima, fiducia in sé stessi. Autostima è “la conoscenza e l’esperienza di quello che siamo e si riferisce a quanto conosciamo noi stessi (..) significa ‘mi sento bene, ho un valore perché esisto!’”. L’autostima è un pilastro fondamentale della nostra esistenza e chi non ha autostima è in perenne lotta con i sensi di colpa e l’autocritica.
La fiducia in se stessi è cosa diversa e si acquisisce col tempo. “E’ la misura di ciò che riteniamo di essere in grado di fare, di quanto pensiamo di essere validi o maldestri e si riferisce a ciò che riusciamo a realizzare. Si tratta di una qualità esterna, acquisita”.
Il concetto fondamentale è che i bambini sono disposti a imparare e collaborare quando vedono riconosciute e tutelate la propria integrità e individualità personale all'interno di un ambiente rispettoso e di un dialogo realmente "paritario".
Se siete disposte a fare un viaggio dentro voi stesse, questo libro è quello che vi serve.
giovedì 7 aprile 2011
La cattiva alimentazione dei bimbi? E’ colpa dei genitori!
Mamme, ma voi siete attente all'alimentazione dei vostri figli?
Sii? Non so voi, io mi sento una mosca bianca.
Da quando è arrivata la bella stagione passiamo molti pomeriggi in giardino, in compagnia dei bimbi egiziani che abitano sotto casa. Puntualmente ad una certa ora (ieri indecente le 18.30), la mamma esce fuori con 3 scatole di succo di frutta con la cannuccia, una è per Filippo. La prima volta pensando ad una eccezione ho lasciato che lo bevesse (era la sua prima volta, pensate!) e l'ha gradito. Così come le volte successive! Ma mi sono scocciata, sta tizia ogni giorno da ai suoi figli queste schifezze, ma io non le voglio per il mio!!!
Perché mai dovrei lasciare che beva queste cose!?!?
Ieri c'era un'altra mamma con una bimba di 5 anni e un bimbo di un anno e mezzo e lei ha lasciato che lo bevessero e per di più alle 18.30!!
ma vi pare?
Io l'unica STRONZA che non ho permesso a Filippo di berlo.
Dopo iniziali proteste gli ho proposto di andare a mettere a posto i giochi e mi ha seguito senza pensarci più, ma tra qualche anno, mi darà retta?!?
Sono l'unica?!?!
Patatine, salatini, merendine, biscotti, succhi di frutta...
Io non pretendo di tenerlo lontano da queste cose, ma devono essere eccezioni!!
E voi? Vi ponete il problema?!?! Unite possiamo farcela, da sola non ce la farò mai!!
su GialloZafferano un paio di articoli davvero interessanti.
e leggete questo: da bravibimbi
e leggete questo: da bravibimbi
Mangi schifezze? E’ colpa della tua mamma!
Non ti assale mai la voglia di schifezze? Patatine piccanti, panini sbrodolanti di maionese, ketchup e bacon in stile McDonalds, tavolette di cioccolato con le nocciole, arachidi, caramelle di zucchero…
Beh, sappi che è colpa della tua mamma.
Beh, sappi che è colpa della tua mamma.
Alcuni ricercatori dell’australiano FOODplus Research Centre sostengono che i nostri recettori della ricompensa nel cervello possono essere influenzati dal comportamento alimentare delle nostre madri durante la gravidanza o l’allattamento.
La “prova” l’hanno avuto eseguendo un esperimento scientifico con dei topi: i topolini nati da mamme nutrite con cibo “spazzatura” hanno sviluppato una propensione a tale forma di alimentazione rispetto ad una più sana ed equilibrata.
Sta crescendo grande, non c'è dubbio...
Non so a che età i bambini iniziano ad andare in bicicletta.
Sono quasi sicura che alla sua età al massimo pedalavo un triciclo.
Mio figlio, 2 anni e 8 mesi, da due giorni, va in bicicletta.
Ha imparato così, da un giorno all'altro.
Il giorno prima sembrava non volesse saperne di mettere i piedi sul pedale.
Il giorno dopo pedalava.
Il giorno dopo ancora, ieri, sfrecciava felice e soddisfatto.
Un successo conquistato in silenzio, con la concentrazione e la determinazione che lo hanno caratterizzato nel raggiungimento di altri grandi obiettivi. Spero rimanga sempre così...
Ti auguro di raggiungere tanti altri traguardi con lo stesso impegno e la stessa dedizione di ora.
E ti auguro di pedalare lontano lontano ovunque siano i tuoi prossimi traguardi!
Sono quasi sicura che alla sua età al massimo pedalavo un triciclo.
Mio figlio, 2 anni e 8 mesi, da due giorni, va in bicicletta.
Ha imparato così, da un giorno all'altro.
Il giorno prima sembrava non volesse saperne di mettere i piedi sul pedale.
Il giorno dopo pedalava.
Il giorno dopo ancora, ieri, sfrecciava felice e soddisfatto.
Un successo conquistato in silenzio, con la concentrazione e la determinazione che lo hanno caratterizzato nel raggiungimento di altri grandi obiettivi. Spero rimanga sempre così...
Ti auguro di raggiungere tanti altri traguardi con lo stesso impegno e la stessa dedizione di ora.
E ti auguro di pedalare lontano lontano ovunque siano i tuoi prossimi traguardi!
mercoledì 6 aprile 2011
Un sogno da raggiungere
AL VIA LA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI PER SOSTENERE DYNAMO CAMP DAL 4 AL 24 APRILE CON UN SMS O UNA CHIAMATA DA RETE FISSA AL NUMERO 45506
Dal 4 al 24 aprile sarà possibile sostenere il progetto “Un sogno da raggiungere: Dynamo Camp”, che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per contribuire a sostenere la vacanza gratuita di 400 bambini affetti da tumori infantili, leucemie, emofilia tra i 7 e i 17 anni presso Dynamo Camp durante l’estate 2011.
DYNAMO CAMP è un camp di Terapia Ricreativa, primo in Italia, appositamente strutturato per ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi affetti da patologie gravi e croniche, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. Si tratta principalmente di bambini affetti da patologie oncoematologiche e neurologiche.
Un bambino malato è un bambino come tutti gli altri e su questo concetto si basa la missione di Dynamo Camp, offrire a bambini gravemente malati l’opportunità di tornare ad essere semplicemente bambini, di divertirsi in spensieratezza, di socializzare, e di fare cose che non hanno mai pensato di poter fare: nuotare, andare a cavallo, arrampicarsi e soprattutto vivere senza paure, senza sguardi preoccupati addosso, lontani dall’ospedale ma in totale sicurezza.
Il fulcro del programma si basa sul modello della Terapia Ricreativa, secondo il quale bambini e ragazzi si divertono partecipando a una serie di attività appositamente disegnate per influire positivamente sulla loro autostima. Attività creative, espressive, divertenti ed emozionanti presentate come sfide individuali o di gruppo, in cui ogni partecipante può scegliere il ritmo a cui procedere ed il limite fino a cui spingersi. Grazie al supporto del gruppo, all’assenza di competitività e alla riflessione dopo le attività, i ragazzi spesso scoprono di poter riuscire laddove non ritenevano di essere capaci concentrandosi così sulle loro abilità piuttosto che sulle disabilità.
Dal 4 al 24 aprile sarà possibile contribuire alla raccolta fondi e donare con sms o con una telefonata da rete fissa: il valore della donazione sarà di 2 euro per ogni SMS inviato al numero 45506 da cellulari Tim, Vodafone, Wind,3,CoopVoce, Tiscali e per ogni chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Fastweb, Tiscali e TeleTu.
Se l'idea vi piace, mandate un SMS!
martedì 5 aprile 2011
Il mio parto in diretta... quasi tre anni dopo
Questo è l'sms che ho mandato al mondo qualche ora dopo la nascita di Filippo:
La gioia è immensa , la sensazione di aver visuto un miracolo non è ancora passata..
Mercoledì ho rotto le acque alle 16.30 mentre ero dalla ginecologa per il monitoraggio e sono andata in ospedale dove hanno deciso di indurmi subito il parto con l'ossitocina via flebo causa Streptococco avuto al 6° mese.
Dalle 18.00 è iniziato il mio travaglio. Alle 2.0 avevo già le contrazioni ogni 2 min e la mattina alle 11.30 (con dilatazione ancora a 3 cm) erano ormai diventate insopportabili, così ho chiesto e ottenuto che mi facessero l’epidurale.
Ho dormito per 2/3 ore e al risveglio ero dilatata 6/7 cm. Dopo un po’ le contrazioni sono riprese e ho chiesto di nuovo l’epidurale (che l’ostetrica di turno mi ha sconsigliato visto che mancava poco all’espulsione e sosteneva potesse complicare il parto “qualcosa lo dovete pure sopportare…”).
Questa volta non ha funzionato come la prima, quindi le contrazioni sono rimaste, ma avendolo detto all’anestesista, questa (che sia benedetta!) ha deciso di rifarmela poco prima della fase espulsiva: HO FATTO UN PARTO DA SOGNO, nessun dolore, solo la pressione della testolina.
Ammetto che non sentivo nitidamente le contrazioni, ma ero libera da paure e spingevo appena percepivo che si avvicinavano e… ragazze, NEANCHE UN PUNTO!
Alle 16.10, Filippo è sgusciato fuori da me e quando me l'hanno messo sulla pancia io ho pianto.. mentre lui smetteva di piangere e spalancava i suoi occhioni.
Questo post partecipa al Tema del mese IL PARTO: L'epidurale e il valore del dolore su genitoricrescono.
Io ho firmato la petizione per l'epidurale gratuita e garantita, perché le donne possano essere libere di scegliere! Fatelo anche voi!!!
Finalmente il mio cucciolo è arrivato:
mi ha fatto penare un pò.. (24 h!),
ma ne è valsa la pena: è dolcissimo e buono buono..
Questa la mail che ho mandato alle mie AmicheDePanza ("colleghe" del corso pre-parto), qualche giorno dopo il nostro ritorno a casa:La gioia è immensa , la sensazione di aver visuto un miracolo non è ancora passata..
Mercoledì ho rotto le acque alle 16.30 mentre ero dalla ginecologa per il monitoraggio e sono andata in ospedale dove hanno deciso di indurmi subito il parto con l'ossitocina via flebo causa Streptococco avuto al 6° mese.
Dalle 18.00 è iniziato il mio travaglio. Alle 2.0 avevo già le contrazioni ogni 2 min e la mattina alle 11.30 (con dilatazione ancora a 3 cm) erano ormai diventate insopportabili, così ho chiesto e ottenuto che mi facessero l’epidurale.
Ho dormito per 2/3 ore e al risveglio ero dilatata 6/7 cm. Dopo un po’ le contrazioni sono riprese e ho chiesto di nuovo l’epidurale (che l’ostetrica di turno mi ha sconsigliato visto che mancava poco all’espulsione e sosteneva potesse complicare il parto “qualcosa lo dovete pure sopportare…”).
Questa volta non ha funzionato come la prima, quindi le contrazioni sono rimaste, ma avendolo detto all’anestesista, questa (che sia benedetta!) ha deciso di rifarmela poco prima della fase espulsiva: HO FATTO UN PARTO DA SOGNO, nessun dolore, solo la pressione della testolina.
Ammetto che non sentivo nitidamente le contrazioni, ma ero libera da paure e spingevo appena percepivo che si avvicinavano e… ragazze, NEANCHE UN PUNTO!
Alle 16.10, Filippo è sgusciato fuori da me e quando me l'hanno messo sulla pancia io ho pianto.. mentre lui smetteva di piangere e spalancava i suoi occhioni.
Questo post partecipa al Tema del mese IL PARTO: L'epidurale e il valore del dolore su genitoricrescono.
Io ho firmato la petizione per l'epidurale gratuita e garantita, perché le donne possano essere libere di scegliere! Fatelo anche voi!!!
Consapevolezza delle proprie emozioni
Ho iniziato a leggere Intelligenza Emotiva per un figlio (vedi la pagina e gli altri post sul tema qui) perché vorrei imparare come aiutare mio figlio a gestire le emozioni negative. La pretesa è ardua, soprattutto per una come me che sa di avere gravi lacune in questo campo,ma so che devo affrontarle prima o poi. Come si può pretendere di insegnare qualcosa che non si conosce?
Come mamma mi sono sempre fatta guidare dall’empatia. Quando capisco che mio figlio sta esprimendo un disagio, cerco di mettermi nei suoi panni, di vedere la situazione dal suo punto di vista per capire cosa lo fa stare male, gli offro la mia comprensione, cerco di offrirgli una via d’uscita se la vedo, cerco di essere paziente quando assisto alle sue esplosioni.
Ma la verità è che tutto questo funziona soprattutto quando parliamo di tristezza, non sempre quando si parla di rabbia, perché riconosco di avere una grande difficoltà a gestire la sua rabbia. Come la mia del resto.
Io sono una persona molto sanguigna, i sentimenti in me esplodono e anche quando li gestisco esteriormente, interiormente spesso c’è un tumulto.
Il libro sembra suggerire che l’errore sta proprio in questo tentativo di apparire diversi da come ci si sente, di nascondere le proprio emozioni ai figli.
Se si vuole diventare una guida emotiva per i propri figli occorre che i genitori per primi imparino ad esprimere e a padroneggiare i sentimenti negativi “è come seguire le istruzioni di salvataggio che danno sugli aerei, devi essere tu per primo a mettere la maschera di ossigeno se vuoi aiutare i tuoi figli”.
E allora ben venga esprimere la collera se il figlio fa qualcosa che la provoca, ma non in modo distruttivo per il rapporto.
Cosa non fare:
Non picchiare
Non fare del sarcasmo
Niente minacce
Niente affermazioni umilianti
Niente espressioni di disprezzo
Niente commenti offensivi nei confronti del bambino
Se vi sentite a tal punto inferociti da non riuscire a parlare con chiarezza, staccatevi dalla situazione e tornateci sopra quando avrete recuperato la calma.
Se invece vi accorgete di essere infuriati, ma nonostante ciò riuscite a parlare razionalmente con vostro figlio allora state facendo un primo passo per costruire un rapporto maturo con vostro figlio.
Cosa fare:
Ditegli cosa vi passa per la testa e ascoltate le sue risposte
Concentrate l’attenzione sulle azioni piuttosto che sul carattere dei ragazzi
Esprimete commenti specifici e dite a vostro figlio in che modo le sue azioni influiscono su di voi.
Potete utilizzare la vostra collera per dimostrare passione e sincerità finché continuate a comunicare nel rispetto reciproco.
Per poter sentire quel che i figli sentono, i genitori devono essere consapevoli in primo luogo delle loro stesse emozioni.
La scoperta è che si può essere emotivamente consapevoli anche senza indulgere in manifestazioni emotive eccessive, senza avere l’impressione di perdere il controllo.
Consapevolezza emotiva significa riconoscere il fatto di provare un’emozione, saper identificare i sentimenti ed essere sensibili alla presenza di emozioni nelle altre persone.
La strada è in salita, io a piccoli passi cerco di percorrerla.
Voi che dite? Pensate di aver raggiunto un equilibrio e una maturità in tal senso?
lunedì 4 aprile 2011
Un regalo per voi...
... per una di voi: FINALMENTE IL REGALO GIUSTO PER LA FESTA DELLA MAMMA!!!!!
Finalmente ho trovato il regalo giusto per voi: vi avevo promesso un libro che parlasse del rapporto mamma-bambino e ho trovato, anzi mi è piovuto dal cielo questo bellissimo libro. Il libro mi è stato inviato in omaggio da BABALIBRI la casa editrice di tanti libri per bambini di qualità. Su tutti Piccolo Blu e Piccolo Giallo, che ho consigliato e regalato a chiunque, Che rabbia! di cui vi ho parlato recentemente a proposito di intelligenza emotiva per i bambini e poi i libri di Lionni, da Cornelio, a Guizzino, a Federico... E tanti ranti altri, li trovate qui.
La casa editrice Bababilbri mi ha gentilmente omaggiato di una coppia di La regina dei baci e io ho deciso di regalarla ad una di voi, mettendola in palio come premio per il primo Giveaway di MammaMoglieDonna per la Festa della Mamma.
Non vorrei anticiparvi troppo, anche se sono sicura che trovere on-line trama e parti della storia. Io vi racconto senza raccontarvelo: La regina dei baci racconta di una mamma e una bimba che si cercano, ma non si trovano, ad una manca il tempo, all'altra manca la consapevolezza del valore dell'altra. Ma è vero anche il viceversa.
La storia inizia con la mamma che prova a delegare alla tata una richiesta della sua bambina dicendo "non ho tempo" e ancora "ho troppo lavoro". Quante volte rispondiamo ai nostri bimbi in questo modo? Quante volte sottovalutiamo il valore delle loro richieste e cerchiamo di delegare a qualcun altro o qualcos'altro (vedi TV, videogiochi, ecc.. ) la soddisfazione dei loro bisogni. E quante volte, poi una volta che si sono allontanati, ci mancano? A me succede spesso di desiderare un momento di pace, ad esempio nel week-end, e di aspettare con ansia il suo riposino, per poi iniziare a contare i minuti in attesa del suo risveglio... E così succede anche a questa mamma.
Parallelamente la bimba inizia un viaggio alla ricerca di qualcosa che scoprirà poi di avere già a casa.
Non vi svelo altro, vi dico solo che questa mamma e questa bimba si cercano senza saperlo e alla fine si trovano.
In bocca al lupo a tutte e GRAZIE ancora ai BABALIBRI per questo regalo!
E se non doveste vincerlo, potete sempre comprarlo.
Di Primavera, Roma, Lupe, pic-nic e piccoli esploratori
E a tal proposito per l'occasione ho organizzato e proposto ai miei uomini un bel pic-nic sul prato di Colle Oppio: la sera prima io e Fili abbiamo preparato tramezzini in vari gusti, che poi ci siamo gustati a pochi passi dalla Domus Aurea, purtroppo non visitabile. Filippo durante la mattinata continuava a dire "mamma, ma ci sono i tavoli al pic-nic?" e poi mentre mangiavamo seduti sul prato, coi piedini scalzi continuava a ridere sotto i baffi e a ripetere "mamma, perché dobbiamo fare il pic-nic?". E' stato bellissimo. Abbiamo schiacciato un pisolino nel giardino della Domus Aurea stessa per poi prenderci un bel gelato prima di tornare a casa.
E questo è solo il primo di una serie di itinerari romani che intendiamo viverci e che non mancherò di raccontarvi.
venerdì 1 aprile 2011
I bambini hanno bisogno di regole
E' capitato di vedere SOS Tata in presenza di Filippo.
Il mio ometto è rimasto molto colpito dai bambini urlanti, dai capricci e dalle regole.
“Mamma noi abbiamo le regole?”
“Certo che le abbiamo!”
E gli ho ricordato i disegni affissi da un annetto in giro per casa:
Si disegna sempre stando seduti al tavolo.
Non ricordo come sia nata l'esigenza di scrivere questa regola perché Filippo è sempre stato molto bravo, non ha mai fatto disegni sul muro, stappa i pennarelli col tappo e mette il tappo in testa al colore, è sempre stato bravo. Forse la regola è nata perché a volte passeggiava con i pennelli aperti in mano.. o si metteva a disegnare sul divano rischiando di sporcare.
Si mangia seduti bene con le gambe sotto il tavolo, le posate nel piatto.
Questa è tutt'ora attuale.
Questa regola è nata nel periodo in cui lanciava oggetti, ma vale anche ora, tipo quando siamo in macchina, ha un oggetto in mano per passare tempo e quando si stufa, lo getta per terra!! Irritante!!!
Si, lo so i disegni sono orribili! Ma era un momento di crisi e mi ci sono troppo affezionata per cercare delle alternative più decenti.
Comunque il punto è che Filippo è stato felicissimo di sapere che i suoi confini erano ben definiti. L’ho sentito, sollevato… so che può sembrare strano, ma ho percepito questa serenità in lui.
Stamattina, prima di scendere dalla macchina mi ha detto, “oggi chiedo alla maestra Anna che regole ci sono qui”.
E in effetti appena arrivati, dopo i convenevoli del caso, “maettla, che regole ci sono qui?”
Bellissimo… Dolcissimo…
E voi avete le vostre regole? Poche e ben definite? Si? Ce le raccontate?
La nuova regola: Ognuno dorme nel proprio letto
Post scriptum: tanto per inciso, perché non è lo scopo del post, ci tengo a dire che condivido solo in parte il lavoro della Tata, ma mi piace guardare le situazioni e vedere come le affrontano i vari protagonisti. Mi offre spunti di riflessione.
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