Vi ricordate il post sulle pene d'amore di mio figlio, il romanticone.. bene ci sono novità.
Carlotta ha 5 anni ed è l'attuale sposa di Filippo. Dolce, carina, molto
materna, forse perché ha una sorellina piccola, ma è veramente
carinissima.
Sabato arriviamo alla festa di Damiano e ci si fa avanti Carlotta dolce dolce "ciao Filippo.." e lui "ciao".
e se ne vanno a giocare.
Ieri pomeriggio mio suocero chiede a Filippo circa la sua situazione sentimentale
e lui "la mia sposa si chiama Alessandra"
e io "ma come? E Carlotta?"
e lui "beh, ma adesso è tornata Alessandra"
e io "ma come quella ti lascia per Riccardo, e tu molli Carlotta così.."
e lui "ma che vuoi se ieri quando stavamo sullo scivolo lei mi ha detto che mi vuole bene?!"
già.. che vuoi!?!
E' proprio maschio!
venerdì 27 aprile 2012
giovedì 26 aprile 2012
Latito
Latito. Avevo promesso di essere più presente e invece continuo a latitare.
Gli occhi si chiudono a quest'ora che la casa silenziosa mi darebbe tempo e luogo per parlare, pensare, scrivere, leggere.
Ma non mollo. Questo diario c'è, è nei miei pensieri e voi siete nei miei pensieri.
Ci sono. Ci sono e non mollo!
Non mollatemi!
Gli occhi si chiudono a quest'ora che la casa silenziosa mi darebbe tempo e luogo per parlare, pensare, scrivere, leggere.
Ma non mollo. Questo diario c'è, è nei miei pensieri e voi siete nei miei pensieri.
Ci sono. Ci sono e non mollo!
Non mollatemi!
martedì 17 aprile 2012
Uomini che aiutano, cliché e una mamma con grandi aspirazioni
Ok, parliamone.
Non voglio scrivere uno di quei post da casalinga disperata che rispolvera i clichè sui ruoli sociali di uomini e donne, NO, voglio solo cambiare il mondo o almeno il futuro di due giovani uomini e delle loro future compagne. Mio marito e io ci siamo sempre divisi i compiti in casa, non mi son mai fatta problemi a chiedergli di aiutarmi a cucinare, fare la spesa, pulire, stirare e lui non si è mai tirato indietro, ma è proprio questo che non va, non va che gli uomini "aiutano" in casa. Dove è scritto che noi dobbiamo occuparci di tutto e loro aiutano?? Voglio dire che io sono molto contenta che lui si impegni anche con i lavori domestici, e so bene di dovermi ritenere fortunata per questo, ma da quando ci sono i bambini, da quando Filippo fa certe riflessioni, non posso fare a meno di chiedermi "usciremo mai da questo modo di pensare?" Io devo, lui mi aiuta. Ma perché? Perché io "devo" e lui è buono perché mi "aiuta"? Se io non voglio pensare a cosa cucinare, devo chiedere a lui di farlo perché è scontato che io prepari la cena a me no che io non chieda. Ma perché?
Certe volte arrivo a sentirmi in colpa perché lo sottraggo ai giochi con Filippo. Ma perché io non ho diritto a giocare con Filippo e lui si?
Non so se avete colto il punto.
Non mi sto lamentando di mio marito, sto riflettendo sui ruoli e sapete perché? Perchè ho due figli maschi e sento di avere una grande responsabilità su questo tema.
Ieri sera Filippo mi ha fatto sorridere dicendo "mamma, quando io e Edo cresciamo, se io stiro lui cucina e se lui stira io cucino" come se fosse la cosa più normale del mondo che loro si occupino di queste cose. E allora, se questo dolce istinto è innato nei bambini, quand'è che vengono deviati? Chi e quando decide che i maschi non cucinano e non stirano a meno che non vogliano essere così buoni da aiutare la mamma o la moglie?
Aiutatemi perché voglio cambiare il mondo e da sola non ce la posso fare.
lunedì 16 aprile 2012
il mio porto sicuro
Ero stanca, stressata, anche un po' demoralizzata... gestire due bambini quasi del tutto da sola in questi mesi, mi ha messo a dura prova, fisicamente e psicologicamente e avevo davvero bisogno di rigenerarmi, di staccare la spina.
Ho fatto le valigie per me e i bambini e mi sono rifugiata in quello che nonostante tutto è e resterà sempre il mio porto sicuro: la casa dei miei genitori.
Abbiamo passato un paio di settimane dai nonni, coccolati, amati, aiutati in tutto ed è stato quasi come tornare bambina.. gli scherzi coi miei fratelli, le confidenze in bagno, i pettegolezzi, le risate..
Per me è stata una boccata d'ossigeno: le chiacchierate con mia mamma, con mia sorella, la routine della mia famiglia, la vicinanza di zii, nonni, di amici carissimi, della famiglia insomma mi hanno ridato quell'energia e quell'entusiasmo di cui avevo bisogno.
I miei bambini hanno riscoperto l'uno e conosciuto l'altro le gioie dell'affetto incondizionato di nonni e zii e ne hanno tratto beneficio. Mentre li guardavo in quel contesto, mi sono messa un po' in discussione, mi sono chiesta se davvero ho fatto la scelta giusta anni fa quando ho deciso di allontanarmi da tutto questo per vivere in città. Volevo che loro avessero tutto quello che io non avevo avuto, tutte le opportunità che una città poteva offrirgli, ma qui, lontano da tutti mancherà loro qualcosa di più importante? Basteremo io e il padre? Basteranno le vacanze dai nonni a far loro capire cosa significa famiglia?
Beh in questi giorni ce la siamo assaporata tutti e tre, e io e Filippo in particolare ci siamo ritrovati, abbiamo riso come non ridevamo da un po', ci siamo coccolati dormendo insieme nel lettone che la nonna aveva fatto per noi, abbiamo giocato, corso, ci siamo raffreddati e abbiamo fatto l'aerosol insieme, ma poco importa... perché è stato bello. Purtroppo abbiamo contagiato anche Edo che ancora non recupera del tutto, ma ne è valsa la pena comunque.
E sapete la cosa più bella qual'è stata? Tornare a casa e scoprire che anche questo per me, ma anche per Filippo è un porto sicuro.
Bentornata a me e a voi che, nonostante tutto, mi siete mancate!
Ho fatto le valigie per me e i bambini e mi sono rifugiata in quello che nonostante tutto è e resterà sempre il mio porto sicuro: la casa dei miei genitori.
Abbiamo passato un paio di settimane dai nonni, coccolati, amati, aiutati in tutto ed è stato quasi come tornare bambina.. gli scherzi coi miei fratelli, le confidenze in bagno, i pettegolezzi, le risate..
Per me è stata una boccata d'ossigeno: le chiacchierate con mia mamma, con mia sorella, la routine della mia famiglia, la vicinanza di zii, nonni, di amici carissimi, della famiglia insomma mi hanno ridato quell'energia e quell'entusiasmo di cui avevo bisogno.
I miei bambini hanno riscoperto l'uno e conosciuto l'altro le gioie dell'affetto incondizionato di nonni e zii e ne hanno tratto beneficio. Mentre li guardavo in quel contesto, mi sono messa un po' in discussione, mi sono chiesta se davvero ho fatto la scelta giusta anni fa quando ho deciso di allontanarmi da tutto questo per vivere in città. Volevo che loro avessero tutto quello che io non avevo avuto, tutte le opportunità che una città poteva offrirgli, ma qui, lontano da tutti mancherà loro qualcosa di più importante? Basteremo io e il padre? Basteranno le vacanze dai nonni a far loro capire cosa significa famiglia?
Beh in questi giorni ce la siamo assaporata tutti e tre, e io e Filippo in particolare ci siamo ritrovati, abbiamo riso come non ridevamo da un po', ci siamo coccolati dormendo insieme nel lettone che la nonna aveva fatto per noi, abbiamo giocato, corso, ci siamo raffreddati e abbiamo fatto l'aerosol insieme, ma poco importa... perché è stato bello. Purtroppo abbiamo contagiato anche Edo che ancora non recupera del tutto, ma ne è valsa la pena comunque.
E sapete la cosa più bella qual'è stata? Tornare a casa e scoprire che anche questo per me, ma anche per Filippo è un porto sicuro.
Bentornata a me e a voi che, nonostante tutto, mi siete mancate!
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