lunedì 25 giugno 2012

Mare profumo di mare...

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Io e il papi abbiamo optato per una vacanza in albergo, per riposarci un po'.. ma qui di tutto si parla meno che di riposo: Filippo non sta fermo un attimo e il piccolino più di lui. Dopo i primi giorni stremato dalla novità e dal caldo, anche Edoardo ha iniziato a godersi la vacanza: adora immergere i piedini nell'acqua, appena si avvicina alla riva comincia a sgambettare e a fare versetti di gioia, adora passeggiare sul bagnasciuga e guardare il mondo e il mare, adora la sabbia e si incanta a guardare il fratellone che fa e disfa con la sabbia e si rotola e corre e salta nella sabbia.
Filippo inizia a fare giochi da grande, vuole costruire strade, castelli, alla fine conclude poco perché vuol fare tutto di testa sua, compreso usare la sabbia meno bagnata con risultati poco brillanti e la colpa che ricade puntualmente sull'aiutante di turno. Mi piace guardarlo giocare col suo papà... e non parlo solo di pallone, ma anche quando si mettono a costruire mi sembra che ci sia più complicità e che il papà sappia stimolarlo a tirar fuori le sue idee fantasiose e a metterle in pratica più di quanto riesca a fare io. Facciamo un sacco di passeggiatine e insieme abbiamo raccolto un sacco di sassolini che ci serviranno per arricchire il nostro habitat dei dinosauri. In acqua è incontenibile, ci divertiamo un mondo e mi piace vedere come, al contrario di me, non ha paura di nulla. Anche su questo punto il papà mi surclassa alla grande: lui è un vero pesciolino e con Fili si divertono ad arrivare lontano lontano e poi se lo mette sulle spalle e Fili sdraiato sulla schiena del papà mette i piedini nel suo costume e si fa portare di qua e di là. Noi ci facciamo le coccole, scherziamo, facciamo la stellina e ci diciamo che ci amiamo. Con Edo onnipresente diciamo che il bagnetto è diventato l'unico momento tutto nostro, sarà per questo che se gli chiedi chi vuole che entri in acqua per primo con lui, lui sceglie la mamma.
Unica nota stonata della vacanza, non ha ancora trovato una sposa.

venerdì 22 giugno 2012

Svezzamento: de gustibus e aggiornamenti

Edo ha sette mesi e cinque giorni e sta già mangiando due pappe, una a pranzo, una a cena.
A cena mangia brodo di verdure e formaggi, adora la robiola e la pappa con tanto parmigiano. Meno la certosa e la ricotta.
A pranzo mangia carne cotta al vapore e frullata, qualche volta il pesce, ma non è che lo ami molto.
Adora la zucca, la bieta e i piselli, ma anche asparagi e fagiolini.
Adora il melone e il cocomero, ma anche la mela e la pera.
Non ha mai assaggiato la banana perché è stitico e devo evitarla, per la stessa ragione mangia e con piacere la prugna versione omogeneizzata.
Mette le mani nel mio piatto e arraffa qualsiasi cosa, ma non la mette in bocca.. gli piace infilarci le mani e sentire la consistenza delle cose, ma difficilmente porta le mani alla bocca e non per mancanza di coordinazione.
Assaggia volentieri tutto ciò che gli propongo e che è cibo da grandi.
Odia l'onmogeneizzato di carne, pesce o verdure che sia.

E' passato un mese dal mio post su Svezzamento e Autosvezzamento , il libro Io mi svezzo da solo l'ho finalmente trovato e iniziato a leggere, ma nel frattempo sono andata avanti per la mia strada, ovvero quella che altri hanno disegnato per me e ho continuato con le pappe, quelle tradizionali, quelle col cucchiaino. Edo a volte le mangia volentieri altre volte gira la testa al primo assaggio e io, lo confesso non sempre mi piego al suo rifiuto. Per fortuna lui è tenace nel rifiutare e dopo qualche cucchiaio mi piego io. Ora sono al mare, in albergo e nonostante la loro disponibilità a fornirmi un brodino con verdurine pranzo e cena, ho difficoltà nel mettergli carne o pesce nel piatto, o perché i nostri piatti sono cucinati in modo troppo elaborato per lui o perché gli orari non coincidono, così ricorro all'omogeniezzato, col risultato che lui ne mangia pochissima. Per cena mi son procurata dei formaggi che tengo nel frigo della stanza e a posto del brodo uso i passati di verdura che non mancano mai sul menu dell'hotel, quindi la cena diventa più gradevole. Per il resto, il caldo di questi giorni fa si che il piccoletto sia spesso attaccato al seno e questo mi tranquillizza perché mantiene la produzione del latte da cui può ancora prendere tutti i nutrienti di cui ha bisogno.
Insomma sia ancora ben lontani dallo svezzarci..



venerdì 8 giugno 2012

L'amico del piccolo Tirannosauro - Venerdì del Baba-libro

Mio figlio ha un paio di libri sui dinosauri, di uno vi ho parlato qui, l'altro è Dinosauri della collana Che passione di Edizioni EL, che descrivono i dinosauri nel loro ambiente, le loro caratteristiche offensive e difensive che tanto affascinano i bambini, ma mai prima d'ora questi dinosauri avevano provato sentimenti che non fossero paura e rabbia (beh, più che altro fame, ma lasciatemela passare).

Quando ho letto la recensione delle amiche di Centostorie non ho resistito...
L'amico del piccolo Tirannosauro di Babalibri per la prima volta da voce e anima ad un giovane tirannosauro alle prese con una difficoltà tipica dei bambini quella di farsi degli amici, ma con una aggravante: lui gli amici li mangia! Eh si, perché ogni volta capita la stessa cosa: si sedeva vicino a lui e chiacchieravano allegramente, dopo poco però incominciava a sentire una leggera fame che gli solleticava lo stomaco. Allora guardava con discrezione di qua e di là in cerca di una o due formiche da sgranocchiare. La fame cresceva velocissima e il piccolo tirannosauro provava a distrarsi proponendo all'amico di giocare con lui da qualche parte, ma improvvisamente, la catastrofe.. Il piccolo tirannosauro si gettava addosso al suo amico e se lo pappava in un boccone. Poi chiedeva scusa, ma ormai era troppo tardi. Le scene sono rappresentate magistralmente poste una accanto all'altra su due pagine contigue il che fa crescere l'attesa e fa vivere la storia in modo più appassionante... I disegni sono bellissimi. Il Tirannosauro che si guarda intorno facendo il vago per cercare di resistere... o quando gli formicolano le mani e non resiste più... o quando si pente con la faccia colpevole e i piedi incrociati verso l'interno... simpaticissimo!

Insomma questo poverino è senza speranza? No, ovviamente. L'aiuto gli arriva da un piccolo topolino coraggioso che cucinerà per lui una bella torta con la sua cucinina portatile e se proprio il tirannosauro non riuscirà a resistere... il topolino reciterà una formula magica in grado di fargli assumere un sapore orribile.
Il primo giorno sarà la torta a salvarlo.
Il secondo giorno sarà la formula magica a farlo risputare appena mangiato.
Il terzo giorno il topolino insegnerà al Tirannosauro la pazienza nell'attesa della torta.
... (non fa un po' Piccolo Principe questa cosa?)

Il quarto giorno... qualcuno cucinerà una torta e nessuno verrà mangiato.. eccetto la torta ovviamente...
E per la prima volta il Tirannosauro aveva un amico per tutta la vita.
Una storia sull'amicizia, sulla difficoltà di farsi accettare per quello che si è, sulla pazienza e la perseveranza che ripagano e vincono sulla forza.
Il libro è piaciuto moltissimo a Filippo che la mattina dopo l'ha letto al papà e ogni tanto lo prende e se lo racconta ad alta voce.. e io lo ascolto dalla stanza accanto, senza disturbarlo, ma orgogliosa di avergli proposto ancora una volta del meraviglioso cibo per la mente.


Questo libro partecipa al venerdì del Libro di Homemademama

lunedì 4 giugno 2012

Io e lui

Avevamo discusso la mattina per i soliti motivi: i suoceri invadenti, il nostro essere prevenuti l'uno verso l'altra sul tema passare del tempo con i suddetti.. insomma le solite storie che ci rincorrono anche in vacanza, cioè i suddetti ci rincorrono in vacanza, ma di cui non voglio dire oggi.
Dico solo che mia sorella si è offerta di mettere a letto Filippo (Edo di solito la sera si addormenta presto) così da permetterci di uscire e parlare un po'.
E' stato stranissimo! Vestirmi e truccarmi per uscire con lui... Uscire di casa io e lui... Salire in macchina e vagare in cerca di un posto che ci piacesse... Sederci ad un tavolo con luce soffusa io e lui... Ordinare, condividere, sorseggiare, sorridere.. guardarsi negli occhi... io e lui, parlare e non parlare... perché gli occhi si ritrovano e parlano loro al posto della bocca...
E' stato bello, bello, bello! Da rifare, rifare, rifare!
Perché non so voi, ma io era da una vita che non uscivo da sola con mio marito!